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Danza,torna a Cagliari Francesca La Cava

Passione, tenacia e uno splendido sogno: danzare. La storia di Francesca La Cava comincia da Cagliari, dove è nata, all'Asmed di Paola Leoni, per proseguire alla prestigiosa Accademia Nazionale di Roma, dove ora, unica sarda, insegna danza contemporanea. E poi a Londra e al Dams di Bologna. Tra i suoi maestri artisti del calibro di Jean Gaudin, Jean Cebron, Carolyn Carlson e Suzanne Linke. La coreografa e danzatrice è a Cagliari per la prima regionale del suo spettacolo "Four#Generation" domenica alle 21 al Piccolo Auditorium per il festival Find. Quattro artiste incarnano le diverse età della vita, dall'infanzia alla maturità nella pièce che vede al centro il tema dell'educazione e della dialettica familiare. "Il rispetto, l'addestramento e la ribellione, il materno, la non comunicazione, la riscoperta, il gioco", sottolinea La Cava all'ANSA. Quattro generazioni a confronto nella performance di Anouscka Brodacz, Stefania Bucci e la stessa La Cava in scena con la giovanissima Arianna Deiana. "Un incontro che sembra quasi un segno del destino - racconta la coreografa - ho scelto lei tra decine di giovanissime danzatrici, per il suo sguardo e la sua intensità, per poi scoprire le sue origini sarde. Tra i miei progetti futuri, infatti, c'è l'intenzione di ritornare in Sardegna, alle mie radici, con la voglia di portare la mia esperienza nella mia terra attraverso la formazione e l'incontro con i giovani danzatori". Francesca La Cava, già vincitrice del Premio Vignale Danza con "Water", arriva nell'Isola dopo le intense giornate del Festival Tendance di Latina, dove ha presentato il suo "In-Habit". Lo spettacolo è stato scelto per il progetto "Scrivere la danza" che fa dialogare autori come Veronica Raimo, Lorenzo Pavolini, Paolo Di Paolo con la critica specializzata per inventare un nuovo linguaggio capace di raccontare la danza contemporanea. Come afferma la coreografa cagliaritana: "A me interessa la verità, non la forma e la danza permette di raccontare se stessi attraverso il corpo. E niente è più sincero del corpo".(ANSA).

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